Saifel

Sono un bardo appassionato di ingegneria, giochi di ruolo, arti marziali e mille altre cose. In questo luogo mi piace scrivere.
Nella razionalità del mondo è sempre bello essere un po' sognatori.

Appunti del Bardo

Fotografie del Bardo pubblicate nel Laider's Book

Vacanze a Zaragoza

Selune

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sabato, 03 ottobre 2009
 
   

Come ormai era intuibile, questo sito si ferma definitivamente. In realtà si trasferisce su http://www.joproject.org il mio nuovo sito personale dove non parlerò solo di fantasy ma una gran fetta sarà dedicata a tutto quello che scrivevo qui e su http://immortalbard.splinder.com.

Vi aspetto tutti nel nuovo sito!

 
     

Risuonano le parole di immortal_bard alle 16:52 | link | commenti
off gdr

   
venerdì, 25 settembre 2009
 
   

  Jana rimase a lungo sulla soglia. Il tempo era davvero poco e l'ansia l'assaliva al punto che con le unghia quasi scavava il legno della porta. Ma aveva bisogno del suo aiuto e non lo avrebbe contraddetto.
Marlon si avvicinò con passo tranquillo alla credenza. Aprì un cassetto, estrasse una tovaglia ricamata e linda. Quasi pareva luminosa quando era colpita dai raggi di luce riflessa dalla luna.
  Il profumo era delizioso ma era ben difficile goderselo in quella condizione. La donna sentiva la schiena tremarle, in parte per la paura e in parte per la rabbia e l'impazienza. Come può perdere tutto questo tempo? Le domande si susseguivano veloci nella sua testa.
  L'uomo con calma si chinò e aprì uno sportellino. Afferrò due piatti di porcellana finissima e li poggiò sul tavolo. Li accostò con precisione, non troppo vicini al bordo, ma neppure troppo lontani. Li affiancò con delle posate d'argento, lucide e intarsiate con fregi dorati. Prese due calici di cristallo e li osservò attraverso i raggi del sole per assicurarsi che fossero perfetti. La casa appariva troppo modesta per quelle stoviglie. Eppure Marlon pareva maneggiarle come fossero normali stoviglie quotidiane.
  «Hai intenzione di mangiare adesso?»
  Marlon non rispose. Si limitò ad alzare lo sguardo e a sorridere di un sorriso sincero, privo di ogni malizia. Fece un cenno con la testa quindi tirò fuori dei crostini di pane dal forno e li poggiò dentro un piccolo cesto di vimini che mise sul tavolo. Tolse il tappo da una botte e riempì una brocca di vino dal colore rosa. Un profumo selvatico e accattivante si spanse per tutta la stanza. Mise anche la brocca sul tavolo e vi appoggiò vicino un pezzo di legno spesso e lucido, su cui posò la pentola piena di formaggio fuso. Da un'altra pentola riempì i piatti con spezzatino succoso e verdure. Il profumo era inebriante.
  Le piastre dell'armatura di Jana si mossero impazienti. Tolse la mano dal legno della porta e si rese conto che aveva il palmo sudato. Strinse il pugno e sentì un filo d'ira risalirle dallo stomaco.
  Marlon si strofinò le mani e si accostò alla tavola, fece un inchino e con un movimento largo del braccio invitò il capitano Jana Drade a sedersi alla sua tavola. Nell'inchinarsi rivelò lo squarcio e le bruciature che rendeva il suo aspetto orribile. Aveva il petto lacerato e consumato dall'addome fino al collo e uno squarcio che gli aveva fatto perdere la capacità di allargare la bocca troppo verso destra. I capelli sullo stesso lato erano più radi.
  «Marlon, abbiamo bisogno di te, non c'è tempo per mangiare»
  L'uomo si voltò verso la finestra e osservò la luna. «Questa è l'ultima sera che il cielo è così limpido. Domani inizierà la stagione delle piogge e quest'anno non sembra voler tardare». Il suo sguardo si posò su alcune piccole nuvole all'orizzonte che a lui dicevano più di quello che avrebbero potuto rivelare a chiunque altro.
  «Ti prego, non possiamo aspettare». Jana quasi assunse un tono di implorazione.
  «Non entrerò nel territorio dei Ci'thuan di notte». Marlon divenne serio d'improvviso.
  «Hai paura?»
  «No. Non voglio che i tuoi uomini muoiano tutti in una notte».
  Jana raggelò.
  «E dopo dieci anni di schiavitù nelle loro prigioni, se mi permetti, voglio godermi la cena». Marlon si sedette e cominciò a mangiare... lentamente.

 
     

Risuonano le parole di immortal_bard alle 09:05 | link | commenti (3)
piccoli assaggi

   
martedì, 01 settembre 2009
 
   

A volte capita di avere tante idee e tanti progetti per la testa e tante attività tra le mani. Non sempre l'energia mentale e fisica basta per tutte e quindi bisogna assegnare delle priorità. Il tempo cambia gli stimoli e gli obiettivi e il contesto fornisce o toglie il senso a certe cose.

La decisione non è stata facile ma ho riflettuto molto soprattutto alla luce di alcuni commenti che hanno detto delle verità che non guardavo. Il blog dei racconti da oggi va in stand-by e questo rimarrà aggiornato solo di tanto in tanto.

I motivi sono vari: da tempo il periodo dei blog e del web 1.5 è scemato verso un mondo web diverso. I lettori di blog sono diminuiti tantissimo e ormai a sopravvivere sono solo in pochi. Io non ho mai scritto per "farmi leggere" ma principalmente per sfogo. La scrittura per me significa tanto e non l'abbandonerò ma ho deciso di fermare per un po' il progetto ormai vecchio e incerottato che stavo portando avanti. Mi sono reso conto che il principale stimolo era il senso di incompiutezza e questo mi ha portato, insieme alla mancanza di tempo, a scrivere velocemente e spesso distrattamente. Non ha senso per me scrivere un racconto tanto per scriverlo. In più sono nati altri progetti molto più importanti che meritano sforzi superiori e che prendono maggiore priorità rispetto a questi racconti.

Dunque "I Sussurri del vento" rimarrà una trilogia senza un terzo volume, con il secondo ancora in correzione di bozza  e il primo rifiutato da una casa editrice. "I Racconti delle terre di Kalhun" sarà composto dai soli due racconti pubblicati, da uno completo ma non pubblicato e da uno incompiuto. Tutti questi racconti e questi appunti resteranno in stand by, dentro una cartella chiamata "old". Magari un giorno saranno tirati fuori dal cassetto oppure cestinati definitivamente.

Intanto, visto che scrivere per me è comunque uno sfogo fondamentale, inizierò a lavorare a un altro romanzo. Questo non sarà pubblicato in nessun blog... e forse da nessuna parte. Probabilmente non sarà neppure fantasy... penso di non saperlo neppure io al momento.

Mi sembrava comunque giusto salutare virtualmente, per quanti siano rimasti a leggere ancora questo blog, quei pochi che hanno continuato ad aprire queste pagine.

Quindi Immortal_Bard, o Saifel, o immoralbard, come preferite, esce di scena e vi saluta e vi ringrazia per tutto il supporto e l'interesse dimostrato sempre in questi lunghi anni.

 
     

Risuonano le parole di immortal_bard alle 11:27 | link | commenti (13)
off gdr

   
lunedì, 31 agosto 2009
 
   

I conigli fanno la cacca a palline...
... I conigli mangiano la loro cacca...
... ... Dei famosi cereali sono a palline...
... ... ... Questi cereali sono pubblicizzati da un coniglio.

A ciascuno le sue conclusioni.

 
     

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off gdr

   
giovedì, 20 agosto 2009
 
   

Viaggiare a me piace parecchio, e i racconti dei viaggi passati dovrebbero lasciarlo intendere. In queste settimane sto, per la prima volta nella mia vita, viaggiando fuori dalla patria per lavoro e non per diletto. Si tratta di un'esperienza interessante, molto formativa e secondo me da fare almeno una volta nella propria carriera.
Lavorare in trasferta ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. I vantaggi sono spesso ovvi
mentre gli svantaggi sono più difficili da descrivere oggettivamente perché dipendono dalla persona. Io, per esempio, a parte sentire la distanza dalla mia metà (che già non è poco), tra gli orari di lavoro e tutto il resto non ho il tempo per fare quelle cose che faccio abitualmente, come scrivere o allenarmi. Oppure il tempo per dedicarsi a se stessi si riduce drasticamente, per esempio per leggere. Poi, se come un collega che è qui con me, capita di essere in tre posti diversi in tre settimane consecutive, diventa anche difficile conoscere la città, viverla un pochino o godersi delle ore di vita sociale concreta.
In queste situazioni bisogna adattarsi. Ed è proprio lo spirito d'adattamento che può
rendere migliore il soggiorno. Questo resoconto, per esempio, in situazioni normali sarebbe stato scritto a caldo e pubblicato, stavolta invece è stato scritto poco dopo essere tornato nei miei alloggi ieri sera, e pubblicato in due minuti di pausa nell'attesa di una risposta da parte di un collega. Oppure, l'ultimo capitolo del libro che sto leggendo l'avrei letto tutto d'un fiato mentre stanotte (ieri notte in realtà, al momento in cui pubblicherò) ho concluso quello che avevo iniziato a leggere ieri mattina nei cinque minuti che hanno preceduto la colazione.
Di sicuro, trasferta o non trasferta, la mancanza di vacanze vere e proprie nella mia terra
natale si fa sentire. Mi vengono in mente tante persone che hanno sempre detto di voler andare in altri posti che quanto a clima, paesaggi... mare... non possono che invidiarla.
In effetti il mare mi manca. Non tanto l'idea di fare il bagno e nuotare... quello si,
ovviamente, come tutte le cose che si fanno a mare... Ma è qualcosa di più...

***

Seduto su uno scoglio, odo il fragore delle onde
che lento incede sui miei pensieri, umettandoli
come fosse un nettare di bellezza. Sogno.
La brezza salina mi scosta i capelli,
mi spinge
e mi racconta qualcosa di sé, qualcosa del mare,
qualcosa che soltanto io posso udire.
Mare dolce.
Silenzio.
Grida, d'improvviso, e mi lacera il volto con taglienti
parole che volano nell'aria conquistando gli elementi,
brucia più di un fuoco, si libra nell'aria, esulta
in un unico istante e urla ancora.
Risucchia il tramonto.
Mi avvolge.
Mare.

 
     

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quotidianamente nel faerun, omaggi alla natura

   
venerdì, 07 agosto 2009
 
   

E anche quest'anno niente mare. Confesso che mi manca un po'... un bel po'. L'anno scorso tra giugno e agosto chiudevo i miei progetti con un cliente e ne aprivo di nuovi con un altro e, nell'ignota condizione delle varie chiusure o coperture estive della nuova avventura, decisi di spostare le mie vacanze a settembre "tanto", mi dissi, "in Sicilia si va a mare fino a Ottobre"... e infatti fu la prima estate dopo tante che piovve a partire da fine agosto... quest'anno invece non ho cambiato cliente ma lavoro e dunque poche ferie, tanti soldi per andare al mare solo pochi giorni... neppure vale la pena e questa volta nemmeno ci provo a farlo a settembre... forse un weekend ma niente acqua. Tra un po' metto acqua sale e qualche foglia di lattuga nella vasca e mi faccio il bagno lì... se solo avessi la vasca da bagno...

 
     

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off gdr, quotidianamente nel faerun

   
domenica, 19 luglio 2009
 
   

In quanto bardo, seppur non di altissima scuola, mi diletto nello studio di varie opere altrui, in particolar modo relative al mondo fantastico.
Di recente ho assistito allo spettacolo del sesto volume di un celebre racconto noto come "Harry Potter".
Tralasciando il giudizio personale sull'opera complessiva, mi sono soffermato a pensare su un aspetto in particolare. Quest'opera è divenuta famosa tanto quanto altre come "Il Signore degli Anelli".
La realtà è che queste due opere possono essere considerate un esempio per molte altre e diventano una specie di riferimento in quanto hanno saputo creare e caratterizzare un genere intero facendolo diventare qualcosa di nuovo, o per lo meno appropriandosi di questa parvenza.
La cosa che hanno in comune è proprio questa, oltre alla fama che hanno acquisito.
Ma la mia domanda e la mia riflessione sono altre. Mi sono accorto che in tutte le opere che diventano famose, o quasi tutte per lo meno, il traliccio non è molto innovativo.
C'è un cattivo che in un passato remoto o relativamente immediato, ha fatto qualcosa di grande ma è stato sconfitto o fermato e nei lunghi anni in cui è rimasto nell'ombra ha creato una ragnatela di eventi, persone e cose che lo porteranno a conquistare o distruggere tutto il mondo. Tutto questo può essere fermato solo da una persona, da un prescelto, che aiutato da valorosi pochi amici e compagni salverà il mondo riportando tutto all'ordine.
Evidentemente questo modello piace molto alle masse e anche a me non dispiace ma la domanda che mi sono posto è: quale spazio c'è per i racconti di fantasia più vicini a modelli reali? Cosa accade a quei racconti dove il protagonista non è un eroe bellissimo ma un codardo assassino che tutto ciò che deve salvare è se stesso? Dove si collocano i racconti dove l'eroe è una persona comune e lotta per una cittadina e non per il mondo? Dove sono i racconti dove i buoni non sono solo buoni e i cattivi non sono solo cattivi?
Spesso la risposta è negli scaffali che solo gli amanti di un genere di nicchia stanno a guardare. In bella vista si trovano appunto i volumi più commerciali e convenzionali... da Harry Potter al Signore degli Anelli, passando dalle Cronache del Mondo Emerso e successive copie ed evoluzioni.
Detto ciò mi sono ripromesso di fare seguito a questo post analizzando più nel dettaglio la struttura di questi racconti verificando se il ragionamento superficiale che ho fatto in questi giorni trova riscontro oppure no.

Il tempo darà le sue risposte...

 
     

Risuonano le parole di immortal_bard alle 13:21 | link | commenti (4)
quotidianamente nel faerun

   
martedì, 07 luglio 2009
 
   

Con un po' di delusione oggi ho ricevuto la notizia che il manoscritto che avevo inviato non è di interesse per la casa editrice su cui avevo puntato.

Il racconto in questione è "L'Ultima Brezza del Bardo", primo volume della trilogia "I Sussurri del Vento".
Avevo già spedito questo volume ad altre case editrici e ho riscosso due due di picche e una proposta di pubblicazione con contributo di circa 2000 euro.

Con questa premessa annuncio dunque l'imminente riapertura delle pubblicazioni sul blog e in particolare a partire da domenica prossima inizierà la pubblicazione di
"Il cuore di un Incubo", racconto breve e spin-off proprio della trilogia in questione. Successivamente, dopo la pubblicazione in cartaceo anche del terzo volume de "I Racconti delle Terre di Kalhun", sarà pubblicato "Breve come un Respiro", ultimo volume della raccolta.

Infine verranno pubblicati, sempre a puntate sul blog, tutti e tre i volumi della trilogia in questione. Al termine delle pubblicazioni i volumi saranno scaricabili e acquistabili in versione cartacea nell'apposito negozio online.

Dunque, cari lettori, adesso comincerò a pubblicare con maggiore frequenza... attenderò con ansia i vostri commenti, i vostri suggerimenti e le vostre critiche costruttive... e soprattutto confiderò nella vostra pubblicità!

A prestissimo, dal vostro Bardo Immortale.

 
     

Risuonano le parole di immortal_bard alle 10:56 | link | commenti (9)
off gdr

   
giovedì, 18 giugno 2009
 
   

In questo periodo ho davvero poco tempo e concentrazione per scrivere. Per ora ho la testa piena di pensieri tra cui sicuramente spiccano alcuni.
Il nuovo lavoro per esempio. Prendere confidenza, prendere il ritmo, familiarizzare con i nuovi orari e i nuovi strumenti, conoscere i colleghi... tutte cose che nel loro piccolo si mangiano un po' di spazio.
E poi c'è il racconto... il primo, quello che scrissi tra 5 e 3 anni orsono (se non ricordo male). Ricordo che buttai giù il preludio il secondo anno di università, quando i miei mi regalarono il mio primo laptop. Poi quel capitolo rimase chiuso per un po' e riapparve qualche tempo dopo. Quando ho inviato il manoscritto alla casa editrice era solo una bozza, rivista giusto una volta. Ora il racconto è in lettura e io mi sono preso la briga di rivederlo dopo essere cresciuto stiliticamente e non solo... e in effetti adesso spero che gli piaccia l'idea e il progetto commerciale che ci sta dietro... e quindi ai pensieri si aggiungono anche la rilettura, la scrittura di altri spin-off, la correzione del secondo volume, la stesura del terzo... altre cose che si portano via energie mentali (ma che danno anche tanta soddisfazione).
Poi c'è lo studio... eh si non ci posso fare niente, mi piace studiare e non ho mai smesso di farlo... e ci sono tante cose da imparare... lingue, linguaggi, teorie scientifiche, storie e curiosità...
...e poi tante cose...

L'altra sera guardavo Super Quark, un programma che ho sempre adorato, condotto da una persona che ho stimato dal primo episodio. Non possono negare che da piccolo questo programma abbia avuto una qualche influenza su di me e sul mio attuale "presente/futuro"... ricordo che guardando quel programma avevo deciso che avrei fatto il veterinario da grande... comunque... secondo me questa trasmissione andrebbe premiata perché è stata tra le prime (se non la prima) a fare diffusione scientifica su larga scala.
Premesso ciò, cosa c'entra tutto questo con il discorso iniziale? Beh, uno dei servizi parlava delle migrazioni dei salmoni.

Per chi non lo sapesse i salmoni in genere nascono in dei tranquilli fiumiciattoli che discendono per poi andare a vivere in mare aperto, dove crescono, imparano, si rafforzano e si preparano... perché lo fanno? Perché, ancora inspiegabilmente, a un certo punto migrano e per mesi percorrono la via che hanno fatto alla nascita a ritroso. La loro avventura, per chi è sopravvissuto ai pericoli del mare, inizia alla foce del loro fiume, quel luogo che per poco tempo hanno chiamato casa. Risalgono le correnti sempre più forti, sfidando le secche che si formano nei periodi di scarsa pioggia e gli orsi. In molti muoiono rapiti dai predatori, altri muoiono soffocati in poca acqua e solo i migliori riescono ad arrivare laddove sono nati per consumare l'ultimo atto della loro vita cioè riprodursi e fare riparitire il ciclo...

...ora tralasciando il fatto che i salmoni si riproducono senza rapporti, cioè la femmina depone le uova e il maschio spruzza lo sperma... è affascinante pensare a questa migrazione come una metafora di tante cose della vita di ogni essere vivente, piccole o grandi... quasi un'interpretazione filosofica della legge del più forte o delle teorie evoluzionistiche...

E quindi? E quindi nulla... l'ho solo trovato affascinante ^_^ e avevo voglia di scriverlo...

P.S. se non si fosse capito, prima del responso della casa editrice sarò meno presente sui blog ^_-

 
     

Risuonano le parole di immortal_bard alle 10:21 | link | commenti (13)
off gdr

   
domenica, 07 giugno 2009
 
   

[...]

 Eoghan si guardò alle spalle. Non erano soldati quelli che lo stavano accompagnando, per lo meno non tutti.
 
I loro sguardi erano persi nel vuoto e pieni di terrore di fronte a ciò che appariva all'orizzonte. Erano soldati veri. Erano almeno dieci volte di più e giungevano per ucciderli tutti, senza alcuna pietà.
 
L'elfo sollevò la spada in alto, la agitò e camminò rapido tra le fila dei suoi compagni, nascosti dietro le mura che dovevano difendere. Mai avrebbe immaginato di combattere volontariamente al fianco degli uomini. Mai avrebbe pensato che il suo battito sarebbe stato in assoluta sintonia con quello di un essere umano. Inspirò profondamente. La battaglia sarebbe iniziata in breve tempo.
 
«C'è stato un tempo in cui pensavo che gli uomini non fossero degni di combattere al fianco degli elfi. Ma mi sono ricreduto. C'è stato un tempo in cui voi non avreste mai pensato di poter cambiare il corso della storia. C'è stato un tempo in cui il vostro cuore non immaginava nemmeno di poter battere come quello di un eroe». Eoghan fece una pausa e si voltò verso l'orizzonte, abbassando la spada e fissando negli occhi gli arcieri in prima linea.
 
«Dall'altra parte di queste mura ci sono altri uomini e vengono qui non per conquistare, né per fare prigionieri. Vengono qui spinti dall'odio e dalla sete di distruzione. E noi li aspetteremo qui e li combatteremo a testa alta e con lo stesso onore dei guerrieri di Groomanor, il Signore delle battaglie. Noi li ripagheremo con la stessa moneta che loro ci offriranno». L'elfo colpì con il pugno duro, l'armatura di uno dei soldati che tremava, scuotendolo.
 
«Voglio sentire il vostro animo urlare alla battaglia, sprigionare la forza che devasterà il nostro nemico. Voglio sentirvi gridare, perché nessuno di voi oggi cadrà in disonore. Fino all'ultimo sforzo». Eoghan fece una pausa.
 
«Non esisterà la sconfitta!»
 
Un urlo compatto fece quasi vibrare le mura della città.
 
«Combatteremo senza paura, fino alla vittoria o fino alla morte!»
 
Ancora un urlo risuonò sull'intera vallata.
 
«E noi, non moriremo!»

[...]

 
     

Risuonano le parole di immortal_bard alle 21:03 | link | commenti (11)
piccoli assaggi, breve come un respiro